La pianificazione degli interventi dell’ASFO Valle del Lanza non segue un calendario rigido: segue invece il bosco, le sue fragilità e le opportunità che si aprono nel tempo. Per i primi anni del piano sono stati programmati interventi puntuali; per il resto del periodo si lavora con una visione strategica, che permette di adattarsi alle condizioni reali del territorio e alle risorse disponibili.
Gran parte dei boschi dell’ASFO ha un macchiatico negativo: sono difficili da raggiungere, richiedono costi elevati e producono legname destinato soprattutto alla filiera energetica. In queste condizioni, un cantiere può partire solo quando esistono risorse economiche certe. E poiché i bandi pubblici — regionali, europei o ambientali — hanno tempi imprevedibili e criteri variabili, è impossibile programmare con precisione anno per anno.
Per questo il piano definisce con chiarezza che cosa fare, ma lascia flessibilità su quando farlo. La priorità va:
- agli interventi urgenti dopo incendi, schianti o dissesti;
- alle azioni che tutelano habitat e biodiversità;
- alla sicurezza dei percorsi e alla fruizione pubblica;
- alla produzione legnosa e allo sviluppo della filiera locale.
Questo sistema permette di orientare i finanziamenti verso le aree che ne hanno più bisogno, senza perdere la capacità di cogliere opportunità quando si presentano.
Nel lungo periodo, l’obiettivo è costruire una gestione in cui il valore del bosco non dipenda solo dal legname, ma anche dai servizi ecosistemici che offre: protezione idrogeologica, biodiversità, qualità dell’acqua, paesaggio, fruizione. Rafforzare queste componenti — anche attraverso la certificazione forestale e il coinvolgimento di soggetti privati — renderà possibile una pianificazione sempre più stabile, sostenibile e dettagliata.