Unità di Gestione – San Quirico
L’Unità di Gestione dell’ASFO San Quirico si estende nei territori comunali di Angera e Ranco, nel settore meridionale della provincia di Varese, in prossimità del basso Lago Maggiore. Il comprensorio interessa il sistema collinare del Monte San Quirico e le superfici forestali limitrofe, caratterizzate da un paesaggio insubrico di origine morenica con quote comprese tra 200 e 410 metri di altitudine.
La morfologia del territorio è articolata ma generalmente dolce: versanti moderatamente acclivi si alternano a piccoli pianori, terrazzamenti storici e impluvi che convogliano le acque verso il reticolo idrografico minore del Lago Maggiore. L’assetto geomorfologico, modellato dai depositi glaciali würmiani del paleo‑ghiacciaio del Verbano, determina la presenza di dossi collinari, superfici ondulate e incisioni vallive secondarie.
Il comprensorio presenta un mosaico ambientale eterogeneo composto da superfici forestali continue, aree agricole residuali, habitat ecotonali, nuclei urbanizzati sparsi e sistemi terrazzati storici oggi in parte ricolonizzati dalla vegetazione spontanea. Questa configurazione conferisce al territorio una funzione ecologica e paesaggistica rilevante, garantendo la continuità della rete ecologica tra il Monte San Quirico e il PLIS Golfo della Quassa.
Il soprassuolo forestale è costituito principalmente da robinieti secondari, castagneti cedui, querceti acidofili e pinete di pino silvestre, con presenza localizzata di acero‑frassineti e ambienti mesofili nelle aree più fresche e umide. I castagneti rappresentano una componente storica del paesaggio agroforestale locale e conservano tracce delle antiche pratiche colturali legate alla produzione di frutto e legname.
Nei robinieti, sviluppatisi dopo l’abbandono agricolo del secondo dopoguerra, la gestione dovrà orientarsi verso una maggiore diversificazione strutturale e specifica, contenendo le specie invasive e valorizzando le latifoglie autoctone. Nei nuclei mesofili e negli acero‑frassineti si privilegia invece la rinnovazione naturale e la stabilità ecologica dei popolamenti.
I suoli, di origine morenica, sono prevalentemente franco‑limosi o limoso‑sabbiosi, moderatamente acidi e ricchi di sostanza organica negli orizzonti superficiali. Nelle aree più acclivi e nei settori colpiti da incendi recenti si osservano fenomeni di erosione superficiale, ruscellamento concentrato e instabilità dei versanti, accentuati dalla perdita delle opere idraulico‑forestali storiche e dalla ridotta manutenzione.
La rete idrografica è costituita da impluvi forestali, fossi di drenaggio e piccoli rii temporanei che svolgono una funzione fondamentale nella regimazione delle acque e nella connessione ecologica del territorio. Gli ambienti ripariali ospitano vegetazione igrofila e microhabitat umidi di interesse naturalistico.
Il paesaggio del San Quirico integra boschi, elementi storici del paesaggio rurale e visuali panoramiche verso il Lago Maggiore. Terrazzamenti agricoli, muri a secco, castagneti storici, radure ecotonali e percorsi rurali tradizionali costituiscono elementi identitari di elevato valore culturale e paesaggistico.
La fruizione del territorio è elevata grazie alla rete sentieristica del Monte San Quirico, frequentata per attività escursionistiche, sportive e didattico‑naturalistiche. L’anello escursionistico di San Quirico è uno dei principali itinerari panoramici del basso Verbano e collega Angera, Ranco, le aree forestali collinari e gli ambienti naturalistici del PLIS Golfo della Quassa.
L’accessibilità forestale è garantita da tracciati classificati come VASP dal PIF provinciale, viabilità interpoderale, piste forestali e antiche mulattiere. In diversi tratti sono presenti limitazioni legate a larghezza ridotta, acclività ed erosione, che richiedono una pianificazione attenta degli interventi selvicolturali.
Nel complesso, l’Unità di Gestione dell’ASFO San Quirico si configura come un sistema forestale collinare di elevata rilevanza ambientale, ecologica e paesaggistica. La gestione associata del patrimonio forestale è strategica per la tutela della biodiversità, la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, il recupero del paesaggio rurale storico e la valorizzazione sostenibile del territorio del basso Verbano.
La gestione è orientata alla rinaturalizzazione dei boschi, alla conservazione degli habitat ripariali e alla valorizzazione dei castagneti e delle specie autoctone. La multifunzionalità è garantita attraverso l’integrazione tra fruizione, produzione legnosa sostenibile e tutela paesaggistica, con particolare attenzione ai corridoi ecologici e ai collegamenti tra boschi e aree agricole.
L’Unità di Gestione comprende 132 particelle catastali conferite dai soci, per una superficie totale di 19,99 ettari, di cui 18,90 ettari boscati.